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Orvieto e territorio

Orvieto

Orvieto, l'antica Velzna, adagiata dentro un paesaggio di rupi vulcaniche, dista appena 100 km dalla mondana Roma e circa 160 da Firenze. E', questa, una zona dell'Umbria particolarmente vocata alla coltivazione dell'ulivo e della vite il cui tralcio si trova raffigurato ovunque e in ogni forma, sulla facciata del duomo, così come nelle delicate trame dei merletti d'irlanda.

DIORAMA_Orvieto

foto Lamberto Bizzarri


Una volta arrivati in questa “città alta e strana” (cfr. Fazio degli Uberti, Dittamondo), il senso di vertigine che uno scorcio della rupe può suggerire, si perpetua in fughe prospettiche di vicoli stretti e tortuosi. Una sensazione che ci abbandona solo alla vista di certi imponenti palazzi patrizi o di certi monumenti così saldamente ancorati alla terra, così visibilmente simboli del potere politico.
Basti pensare al Palazzo del Popolo, edificato nella seconda metà del XII secolo, per ospitare le riunioni dei consigli popolari e che in seguito divenne la residenza del Capitano del popolo, massima espressione del potere cittadino. Erano tempi percorsi da grandi fermenti, che portavano in sé il germe della cultura moderna.
Ma la storia era iniziata molto tempo prima, ed ecco quindi che nelle sale sotterranee del palazzo, oltre a una cisterna e a resti dell'acquedotto medioevale, è stato rinvenuto il basamento di un edificio etrusco. Strati di storia che si sovrappongono, non sempre per fortuna cancellandosi.

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L'aspetto più intrigante della città è dato senza dubbio da quell'atmosfera di antico che il trascorrere dei secoli non ha intaccato, ma ha semmai tentato di integrare con il moderno. Così, alla base della Fortezza dell'Albornoz (sec. XIV), nasce sul finire dell'800 la funicolare, agevole mezzo di trasporto su rotaie che, oggi modernizzato, collega in pochi minuti il centro storico alla stazione ferroviaria. E i tunnel delle scale mobili e dell'ascensore che, facendosi strada nel corpo millenario della rupe, conducono dal parcheggio Campo della Fiera al centro storico.
Restando in tema di percorsi sotterranei, vale la pena fare un viaggio nella Orvieto Underground. Grotte, cunicoli, pozzi scavati dentro il tufo che permettono un approccio davvero singolare e unico a questa città. Il cui cuore virtuale resta comunque piazza del Duomo, grazie alla imponente presenza della cattedrale gotica e dei tesori che contiene, primo fra tutti la Cappella di San Brizio, con gli affreschi del Beato Angelico e del Signorelli.

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C'è poi la torre di Maurizio, primo orologio da cantiere della storia, fatto costruire tra il 1347 e il 1348 dalla Fabbrica dell'Opera del Duomo. Quale è la sua particolarità? L'automa in bronzo, Maurizio appunto, che sulla cima percuote la campana con un martello allo scoccare delle ore. In piazza duomo sono da vedere anche il Museo Archeologico Nazionale, il Museo Claudio Faina (una collezione di reperti etruschi tra le più importanti in Italia) e quello dedicato al maestro Emilio Greco.
Dal Duomo a Corso Cavour tanti negozi di artigianato, enoteche e caffè fanno da cornice alla tradizionale passeggiata degli orvietani, fino a piazza della Repubblica. Da qui si può proseguire per il quartiere medioevale, la zona compresa tra via Filippeschi, la Cava, via Ripa Medici, San Giovenale e San Giovanni, dove l'impianto urbanistico dell'epoca si presenta inalterato. Da vedere, la chiesa di San Giovenale (XI sec.) di stile romanico-lombardo a tre navate e con pregevoli affreschi di scuola orvietana, il chiostro di San Giovanni, oggi Palazzo del Gusto, e il Pozzo della cava.
Di notevole interesse può essere inoltre la visita guidata allo storico Teatro Mancinelli, importante centro culturale della città.

 

A spasso per borghi e castelli

Orvieto è circondata da borghi e castelli, generalmente inseriti in contesti di grande bellezza naturalistica.
A Fabro (uscita A1) sono da segnalare il castello, il palazzo comunale (sec. XIX) attribuito all'architetto Calderini di Perugia e, fra le ricchezze naturali, il tartufo bianco che qui nasce spontaneo.

Fabro1

A nord di Fabro è Carnaiola, con borgo e castello di origine medioevale (XII sec.) e fortificazioni del XVI-XVII sec.
Il castello di Parrano, edificato nell'anno 1000, fu eretto sopra le rovine di un insediamento romano. Nella zona c'è un complesso di grotte naturali visitabile, denominato Tane del Diavolo, dove sono stati rinvenuti reperti del Paleolitico Superiore e dell'età del Bronzo.
A Monteleone di Orvieto sono da vedere la Collegiata, la Chiesa del SS. Crocefisso e il teatro dei Rustici.
Vicino Montegabbione è il convento della Scarzuola (sec. XII), con la “città ideale” creata dall'architetto Tommaso Buzzi, uno straordinario complesso architettonico oggi visitabile e assolutamente da non perdere.

scarzuola

A pochi chilometri dalla Badia, sorge Porano dove sono da vedere Villa Paolina e la necropoli etrusca.
Da Orvieto sono raggiungibili in poco tempo anche altri importanti centri storici dell'Umbria, quali Todi e Deruta, e dell'alto Lazio, come Bolsena e Civita di Bagnoregio.

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